Lo standard MPEG2
Un'immagine televisiva analogica viene descritta come il risultato
di una scansione operata da sinistra verso destra e dall'alto in
basso. Ogni scansione completa è costituita da 625 linee
ripetute per 25 volte al secondo.
Le 625 linee tv non vengono impiegate totalmente per descrivere l'immagine;
infatti oltre alle informazioni sul contenuto di luminanza e crominanza
sono necessarie altre informazioni per la cui trasmissione richiedono
un periodo di pausa di 49 linee, quindi le linee "attive" dell'immagine
sono 576.
Nella tv digitale si usa un'altra modalità di descrizione
dell'immagine suddividendola in pixel. Per ogni linea televisiva
si considerano 720 pixel quindi un'immagine tv è formata da
720 x 576 pixel.
Ad ogni pixel sono associati i valori di luminosità dell'immagine
(luminanza Y) e i relativi valori di colore (crominanza C). Ogni
pixel è costituito pertanto da campioni di luminanza e crominanza
in numero variabile in funzione del livello qualitativo che si vuole
ottenere.
Secondo le specifiche il segnale video digitale standardizzato è costituito
dai dati relativi al campionamento di tre componenti del segnale
video: la componente di luminanza "Y" e due componenti
di differenza colore "Cb" e "Cr".
Queste tre componenti vengono campionate al fine di produrre un segnale
digitale formato da 864 campioni di luminanza Y e 432 campioni di
crominanza per ogni segnale differenza colore Cb e Cr. Questi valori
si riferiscono a un'immagine completa di 625 linee e 50 quadri, l'immagine
reale però, come detto, lascia inutilizzate alcune aree e
pertanto i campioni utilizzati realmente sono meno, in quanto i pixel
necessari alla descrizione dell'immagine sono 720 in orizzontale
e 576 in senso verticale.
I campioni di luminanza e crominanza all'interno dell'immagine vengono
suddivisi con una struttura definita in tre possibili formati: 4:2:2,
4:1:1 e 4:2:0.
Il formato 4:2:2 è lo standard di fatto per la diffusione
Tv, il formato 4:2:0 è utilizzato nei contributi mentre il
formato 4:1:1 è destinato per applicazioni di bassa qualità.
In un'immagine trasmessa nel formato 4:2:2 in orizzontale per ogni
linea si hanno due campioni di crominanza ogni quattro campioni di
luminanza mentre in verticale si ha la successione di linee identiche.
Ciò significa che in orizzontale si ha un sottocampionamento
mentre in verticale no.

Il bit rate necessario alla trasmissione di un segnale video in
digitale è connesso alla larghezza di banda necessaria per
eseguire la trasmissione via radio, pertanto per poter trasmettere
un segnale digitale è necessario adattare il bit rate alla
larghezza del canale satellitare. Ad esempio un canale satellitare
largo 33 Mhz supporta un Symbol rate di 24,4 MSps che equivale in
QPSK ad un bit rate di 48,8 Mbps (fuori dalla codifica Reed-Solomon
e convoluzionale).
Viene tollerato un certo degrado di qualità per mantenere
basso il tasso di errori entro un limite accettabile pertanto attualmente
viene spesso utilizzato un Symbol Rate di 27,5 MSps che equivale
a ottenere un bit rate massimo di 55 Mbps. Tale bit rate viene ridotto
impiegando la codifica convoluzionale ottenendo quindi diversi valori
di bit rate in funzione del FEC impiegato; con un FEC di 1/ 2 si
ottiene 25,43 Mbps mentre con FEC 7/8 si ottiene 44,35 Mbps.
Attualemente il FEC più usato è 3/ 4 con il quale si
ottiene un bit rate di 38 Mbps in un canale largo 33 Mhz e con SR
27,5 MSps.
Purtroppo nonostante i 38 Mbps, questi sarebbero ancora pochi per
trasmettere un segnale tv digitale, ma è qui che entra in
gioco la compressione MPEG2 adottata dal consorzio DVB (Digital Video
Broadcasting); utilizzando questa compressione si riduce considerevolmente
la quantità di dati da trasmettere riuscendo a usare un solo
canale satellitare per veicolare più canali.
Considerando che un buon canale richiede ca 8 Mbitps si intuisce
quanti canali (anche di bit rate diverso tra loro) si possono trasmettere
con questo sistema sullo stesso transponder satellitare.
La sigla MPEG deriva dal nome del gruppo di lavoro che ha il compito
di standardizzare le procedure di compressione per i servizi televisivi
e multimediali (Motion Pictures Expert Group).
I segnali digitali
La televisione digitale sfrutta tecniche di modulazione diverse da
quelle normalmente impiegate dalla televisione analogica e a loro
volta differenziate per ogni modalità di trasmissione: terrestre,
satellite o cavo. Ciò costringe di fatto ad impiegare apparecchi
riceventi diversi per ognuna di queste modalità.
Per trasferire a distanza segnali televisivi si sfrutta un processo
chiamato modulazione, con il quale il segnale televisivo, che sia
analogico o digitale, sfrutta una portante (carrier) ad alta frequenza
come mezzo di trasporto. Con questo sistema si possono trasferire
informazioni video, audio e dati per lunghissime distanze come quelle
che separano i satelliti dalla terra (ca 36000 km).
Nelle trasmissioni per via terrestre viene impiegata la modulazione
di ampiezza AM che è caratterizzata da una ridotta larghezza
di banda del canale TV; infatti nel sistema PAL B/G, che è normalmente
impiegato nelle trasmissioni terrestri italiane, ad ogni canale TV
viene assegnata una banda larga 7 MHz in banda VHF (Very High Frequency)
e 8 MHz in banda UHF (Ultra High Frequency).
Nelle trasmissioni tv analogiche via satellite viene impiegata la
modulazione di frequenza FM che garantisce una maggiore qualità delle
immagini rispetto alla AM nonostante l'enorme distanza che separa
il trasmettitore, sul satellite, dalla stazione ricevente, l'antenna
sulla terra. Nella modulazione FM la banda del canale è molto
più ampia e può variare tra 26 e 54 MHz, Le larghezze
più usate per la diffusione diretta sono 27, 33 e 36 MHz .
Quando un segnale televisivo digitale deve essere immesso in una
rete via cavo si impiega la modulazione QAM (Quadrature Amplitude
Modulation) in accordo con lo standard DVB-C (Digital Video Broadcasting-
Cable). Questa modulazione è particolarmente adatta ad essere
impiegata nella distribuzione via cavo per la sua ridotta larghezza
di banda e per la sua scarsa influenzabilità da parte dei
fenomeni tipici delle reti via cavo quali il return loss e gli echi
(i segnali che raggiungono la fine del cavo possono generare un eco
indietro verso la sorgente disturbando la trasmissione), nonché le
interferenze indotte dall'esterno.
Se il segnale tv digitale deve essere diffuso per via terrestre si
richiede l'impiego di modulazioni digitali non influenzate dai fenomeni
di riflessione (come invece accade spesso per l'attuale trasmissione
analogica) e quindi particolarmente robuste ai cammini multipli.
Per questo scopo viene quindi adottata la modulazione COFDM (Coded
Orthogonal Frequency Division Multiplexing) in accordo con lo standard
DVB-T ( Digital Video Broadcasting - Terrestrial).
Le trasmissioni tv digitali via satellite impiegano la modulazione
QPSK (Quadrature Shift Keying) come previsto dallo standard DVB-S
(Digital Video Broadcasting- Satellite) occupando la stessa banda
di un canale analogico ma permettendo di trasmettere su di esso più programmi
televisivi grazie alle tecniche di compressione dei dati e agli algoritmi
di correzione degli errori.
Nel campo delle trasmissioni televisive digitali via satellite la
modulazione QPSK è stata scelta per la sua robustezza nei
confronti del rumore, caratteristica importante vista la lunga tratta
che deve percorrere il segnale per raggiungere le nostre antenne
paraboliche (che sono di piccolo diametro).
Parametri caratteristici delle trasmissioni QAM
Nelle reti di tv via cavo il rumore non costituisce un problema in
quanto è normalmente limitato. Invece ha enorme importanza
la banda disponibile pertanto i singoli canali devono occupare
una banda ristretta, circa 7-8 MHz, pur mantenendo la qualità del
segnale. Questo importante requisito non viene soddisfatto dalla
modulazione QPSK in quanto la banda occupata da questa modulazione
occupa normalmente l'intera banda disponibile su un transponder
satellitare. La modulazione QAM sfrutta meglio le risorse in termini
di banda grazie all'impiego della modulazione di fase e di ampiezza
applicata a 64 possibili simboli. In questo modo si ottiene una
mappa della costellazione costituita da 16 combinazioni per ogni
quadrante per un totale di 64 simboli. Di fatto la modulazione
QAM è derivata dalla QPSK ma a differenza di questa che
ha un solo simbolo per ogni quadrante nella QAM per ogni simbolo
si ha una ulteriore modulazione di fase e di ampiezza con sedici
possibili valori per ogni quadrante. Le componenti I e Q mantengono
la loro relazione di quadratura ma con molte più variazioni
di fase rispetto ai 180° della modulazione QPSK. Nella figura
sotto è rappresentata la costellazione QAM con le possibili
64 variazioni di fase e ampiezza. La presenza di più punti
nella costellazione QAM rispetto alla QPSK permette di trasmettere
più dati nella stessa unità di tempo portando ad
una riduzione di banda ma acquisendo una minore robustezza nei
confronti del rumore. La QAM potrebbe invece essere influenzata
dalle riflessioni e dagli echi delle reti in cavo coassiale ma
tale eventualità viene facilmente controllata introducendo
la codifica del segnale e quindi sfruttando un sistema di correzione
degli errori.

Parametri caratteristici delle trasmissioni COFDM
L'ambiente in cui si diffondono le trasmissioni per via terrestre
genera fenomeni di degrado dei segnali quali, riflessioni, cammini
multipli, e attenuazioni selettive in frequenza. Un segnale digitale
modulato in QAM in questo ambiente subirebbe un tale degrado da
diventare irrecuperabile. Anche altre tecniche di modulazione subirebbero
grossi degradi a causa della grande quantità di dati che
caratterizzano i segnali televisivi compressi MPEG-2. Per risolvere
questi problemi è stata messa a punto la tecnica di modulazione
ortogonale a divisione di frequenza OFDM.
Alla base di questo sistema si impiega sempre la modulazione QAM
ma non applicata ad una sola portante ma a più portanti trasmesse
contemporaneamente ed ortogonali tra loro.
Questa caratteristica quindi suddivide il contenuto delle informazioni
da trasmettere su migliaia di portanti, 1750 (modalità 2K)
o 6817 (modalità 8K). Ogni portante dista dalle adiacenti,
in termini di fase, di 90°. Da cui deriva la definizione di ortogonalità.
Per effetto dell'ortogonalità sono minimizzati al massimo
i fenomeni di interferenza isocanale permettendo di utilizzare la
stessa frequenza per la rete di ripetitori. Per aumentare la protezione
da errori di trasmissione la modulazione OFDM viene codificata con
il FEC (Forward Error Correction) e prende il nome di COFDM.
Parametri caratteristici delle trasmissioni QPSK
La modulazione QPSK (Quadrature Shift Keyng) viene impiegata dalla
tv satellite digitale perché richiede l'impiego di basse
potenze di trasmissione che parzialmente vengono compensate da
sistemi di antenna ad elevato guadagno. Ma il punto debole di un
collegamento via satellite rimane comunque il rumore. Infatti anche
con i dovuti accorgimenti varia la sua entità secondo le
condizioni climatiche con un aumento considerevole durante i momenti
di pioggia o temporali. Proprio per evitare gli effetti degradanti
del rumore viene impiegata questa tecnica di modulazione che grazie
al suo principio di funzionamento è immune da quest'ultimo
e si basa su due portanti aventi la stessa frequenza ma sfasate
tra loro di 90° (vedere foto sotto). Le due portanti si chiamano
I e Q. La lettera "I" vuol dire "in phase" mentre
la lettera Q vuol dire per "quadrature". spostando una
o entrambe le portanti di 180° si ottengono quattro diversi
fasori (vettori rappresentativi di una grandezza sinusoidale nel
metodo simbolico): ognuno di essi si riferisce ad una combinazione
di due bit chiamata simbolo. In presenza di rumore i quattro punti
della costellazione tendono a muoversi e a confondersi per gli
inevitabili spostamenti di fase. L'impiego di solo quattro fasori
lascia ampio spazio a questi movimenti provocati dal rumore e quindi
si ha un grande margine di funzionamento prima che il ricevitore
di utente fallisca nel riconoscimento dei simboli.
La mancanza di un riferimento di fase nel ricevitore potrebbe determinare
la necessità di trasmettere un riferimento affinché siano
facilmente identificabili le portanti I e Q ma non è così.
Infatti nella modulazione QPSK si rispetta un processo di cambiamento
di fase che tiene conto del precedente simbolo impiegato. Questa
tecnica chiamata "codifica differenziale" esclude la necessità di
avere altri riferimenti. Questo sistema subirebbe molto negativamente
gli effetti tipici dei collegamenti terrestri con riflessioni e cammini
multipli e soprattutto con possibili interferenze. Per questo motivo
la modulazione QPSK rappresenta la soluzione ideale per i collegamenti
via satellite che, seppure rumorosi, sono largamente esenti da questi
fenomeni.

Una trasmissione QPSK quindi si presenta, come rumore che occupa
tutto il canale. Per poter decodificare il segnale è necessario
conoscere alcuni parametri di trasmissione essenziali. Molti di questi
sono standardizzati, ma alcuni possono variare da un canale all'altro
e dovranno essere impostati sul ricevitore. Questi sono:
1- Frequenza del canale: FREQ
La portante digitale appare come un canale largo in genere 36 MHz
contenente come detto solo "rumore", per cui non è facile
individuare la frequenza esatta, che deve essere per forza sintonizzata
entro +/- 5 MHz.
2- Quantità di simboli (Symbol Rate): SR
E' la quantità di dati trasmessi sulla singola frequenza (Transponder).
Ogni simbolo corrisponde a due bit e viene parametrizzato come MS/s
(MegaSymbol al secondo) per cui si ottiene la velocità con
cui vengono trasmessi i dati numerici.
3- Cadenza di codice (Code Rate o Forward Error Correction): FEC
Chiamato anche Viterbi Rate (dal nome del circuito correttore). Poichè il
segnale da satellite è molto "rumoroso", ai bit
di dati "veri" della trasmissione vengono inseriti dei
bit cosiddetti di "controllo", per permettere al ricevitore
di individuare quelli sbagliati e correggerli. Più bit di
controllo vengono aggiunti più la trasmissione è sicura
ma a scapito della quantità di dati trasmessi nello stesso
tempo (e quindi meno canali per transponder). Ad esempio se si usa
un FEC di 1 /2 si ha un bit di dati e un bit di controllo, 2/3 due
bit di dati e un bit di controllo e via dicendo.
4- Polarizzazione: LV-LH o CD-CS
I segnali inviati dal satellite vengono trasmessi secondo un determinato
asse di polarizzazione (piano di segnale elettromagnetico) che
può essere Lineare Verticale - Lineare Orizzontale (banda
Ku e C) oppure Circolare Destra - Circolare Sinistra (solo banda
C), questo per sfruttare al massimo lo spazio disponibile all'interno
di una stessa banda satellitare. Le opposte polarizzazioni permettono
inoltre una parziale sovrapposizione dei canali senza interferenze
reciproche (a patto che sia regolato l'offset di polarizzazione).
Il ricevitore deve avere impostato questo parametro per distinguere
la frequenza voluta da quella del canale contropolare (cioè di
polarizzazione opposta).
Il convertitore LNB
Mentre il disco parabolico ha la funzione di convogliare verso il
suo "fuoco" i debolissimi segnali provenienti dal satellite,
il convertitore o LNB (Low Noise Block Converter) che si trova
appunto nella posizione in cui le microonde si concentrano, ha
la funzione di convertire il segnale in frequenze che possano passare
attraverso i normali cavi coassiali e di amplificare le stesse.
Gli LNB attuali sono detti "universali" perchè riescono
a ricevere l'intera banda di frequenze trasmesse (700-2150 Mhz),
a sua volta suddivisa in due sottogamme chiamate banda bassa (10,7-11,7
Ghz) e banda alta (11,7-12,75 Ghz)
Per poter comandare l'antenna parabolica con annesso LNB, il ricevitore
deve comunicare attraverso lo stesso cavo coassiale delle istruzioni
particolari:
a- 13/18V
b- 22 Khz
c- Diseqc
a- 13/18V
Tensioni inviate al convertitore per la commutazione tra le 2 polarizzazioni:
13V= Polarizzazione verticale, 18V= Polarizzazione orizzontale.
b- 22 Khz
Tono inviato sempre al convertitore per la commutazione tra le due
bande disponibili: banda bassa, banda alta
c- Diseqc
I comandi Diseqc sono usati per la commutazione tra più satelliti
e/o la gestione di complessi sistemi centralizzati e si sovrappongono
agli altri appena citati senza interferenze reciproche perchè ad
esempio durante la trasmissione continua del tono a 22 Khz ci sono
brevissimi intervalli di assenza di tono, prima e dopo un comando
Diseqc, che comunque non permettono all'LNB di effettuare una commutazione
non voluta tra le bande.
Il sistema Diseqc ha delle specifiche precise di temporizzazione
tra i dati e gli intervalli di silenzio ed è standardizzato
per questo funziona alla stessa maniera con tutti i ricevitori ufficialmente
compatibili.
Livelli di Diseqc e funzionalità:
| Livello Diseqc |
Comunicazione |
Impiego |
| Simple Tone |
Unidirezionale |
Commutazione dual-feed |
| Diseqc 1.0 |
Unidirezionale |
Commutazione di quattro feed e
di un sistema simple-tone |
| Diseqc 1.1 |
Unidirezionale |
Come il livello 1.0 con in aggiunta
il controllo di altri 4 commutatori
e di un centralizzato |
| Diseqc 2.0 |
Bidirezionale |
Impianti con controllo automatico
dei dispositivi periferici: sia LNB
che sistemi centralizzati a
conversione di freq. o a commutazione |
| Diseqc 2.1 |
Bidirezionale |
Come il livello 2.0 con in aggiunta
il controllo di centralizzati a
commutazione e a sintonia
remota |
Analisi dei segnali satellite
Vi sono alcune importanti differenze tra i segnali analogici e quelli
digitali in termini di contributo di energia del segnale in fase
di trasmissione. In un segnale analogico l'energia viene viene
associata alla frequenza portante in quanto è su tale singola
frequenza che agisce il processo di modulazione da parte del segnale
di banda base. Ciò significa che un segnale trasmesso via
satellite in modalità analogica è costituito da una
portante la cui fase e di conseguenza la frequenza, è in
continuo movimento per effetto del segnale modulante.
Ciò nonostante per determinare il livello di un segnale analogico
modulato in FM è sufficiente compiere la misura sulla frequenza
portante. Nel caso di un segnale digitale l'energia si distribuisce
in modo uniforme all'interno della banda disponibile.
Analizzando i due segnali nella loro rappresentazione grafica, ovvero
osservandoli sullo schermo di un analizzatore di spettro si possono
fare le seguenti considerazioni.

Il segnale analogico è caratterizzato da una forma a punta
, soggetta a continui movimenti laterali impressi dalla modulazione,
mentre il segnale digitale si presenta con la classica forma di un "panettone".
Osservando le due immagini riprodotte qui sopra e fissandosi sull'altezza
(ovvero l'ampiezza) dei due segnali, si potrebbe concludere che
il segnale analogico abbia un maggiore contributo energetico rispetto
a quello digitale. La differenza di ampiezza potrebbe trarre in
inganno; in realtà ciò che differenzia i due segnali è la
distribuzione spettrale dell'energia.
I segnali Tv digitali diffusi via satellite sono basati sul sistema
MPEG-2 tramite il quale si ottiene una compatibilità totale
in tutti i processi di produzione, elaborazione e diffusione dei
programmi. La trasmissione di questi segnali avviene sfruttando la
già citata modulazione QPSK e per ottenere un sufficiente
grado di protezione vengono introdotti algoritmi quali il codice
REED SOLOMON e il codice convoluzionale di VITERBI.
I parametri fondamentali su cui si basa la verifica della qualità di
un segnale digitale sono:
a- Livello
b- Rumore
c- Rapporto tra portante e rumore (carrier to noise C/N)
d- Tasso di errori di ricezione dei dati (bit error rate BER)
e- Margine di funzionamento (noise margin)
f- Cross-polarizzazione
a- Livello
Espresso in dBµV è la potenza con cui giunge a noi il segnale
satellite (in genere deve arrivare al ricevitore con un valore compreso
tra 47 e 77 dBµV: da considerarsi ottimale un valore di 60
dBuV) e dipende dallo "spot" del satellite, dalla potenza
del transponder in questione e ovviamente dalle dimensioni del disco
parabolico ricevente.
b- Rumore
Fenomeno che influenza sempre le trasmissioni via radiofrequenza.
Il rumore arriva all'antenna insieme al segnale via satellite
e nasce anche in ogni circuito elettronico pertanto anche nel
cavo (nella
posa in opera e nelle sue componenti capacitive, induttive
e resistive),
nei connettori (nell'intestazione degli stessi) e nell' LNB
( nella precisione dell'oscillatore locale) che si può considerare
il primo responsabile di un eventuale degrado.
Un cavo coassiale a cui sono state fatte compiere curve dal
raggio di curvatura troppo ridotto e i connettori "F" non
correttamente installati possono causare il disadattamento
d'impedenza provocando
delle perdite di segnale dovute a riflessione.
Vi sono poi altre "fonti" legate all'aspetto ambientale
che contribuiscono ad aumentare il degrado (ad es. temporali).
c- C/N
Per quanto riguarda la misura del rapporto "carrier to noise" (C/N)
si può risalire alla natura stessa della misura .
Questa viene eseguita confrontando due livelli di tensione, quello
portante (carrier) e quel del rumore (noise).
Il rapporto tra i due valori determina il valore di C/N. Con valori
espressi in forma logaritmica ovvero in decibel (db) basterà sottrarre
il valore di N al valore di C (in genere deve essere, al ricevitore
intorno ai 15 dB)
d- BER
La misura di BER (Bit Error Ratio) necessita di uno strumento digitale
ed è il parametro fondamentale per valutare la qualità di
un segnale digitale ed esprime il rapporto, in termine di bit,
tra le informazioni errate e le informazioni corrette ricevute.
Tendenzialmente si può parlare di "Channel BER" quando
la verifica viene fatta sul segnale digitale ricavato subito dopo
il gruppo di sintonia (tuner) e quindi prima dell'applicazione dell'algoritmo
convoluzionale di Viterbi; lo stesso segnale prende il nome di BER
PRE VITERBI.
Questo segnale ha un importanza fondamentale in quanto fornisce direttamente
un'indicazione della soglia del margine di ricezione anche in funzione
delle condizioni metereologiche, inoltre si può misurare in
ogni parte dell'impianto sia individuale che collettivo allo scopo
di individuare eventuali punti critici nella distribuzione dei segnali.
Per avere un'idea dei valori di BER in un impianto collettivo ci
si può riferire allo schema sottostante :
| Punto di misura |
Valore Channel BER |
| Uscita LNB |
da 1E-5 a 1E-4 (da 1 errore su 100000 a 1 errore su 10000) |
| Uscita terminale di testa |
da 1E-5 a 1E-4 |
| Peggiore presa utente |
migliore di 1E-3 (migliore di 1 errore su 1000) |
Facendo invece riferimento alle norme tecniche
viene indicato come riferimento il BER POST VITERBI (o BER PRE REED
SOLOMON, dal nome
del circuito correttore successivo) nella misura di un preciso punto
di soglia chiamato punto QEF (Quasi Error Free): in genere 1E-4.
Il BPostV può essere anche un milione di volte più piccolo
del Channel BER e per tale ragione questi non è sempre misurabile
perchè il conteggio viene eseguito solo se errori si presentano.
Praticamente per effettuare la misura occorrerebbe aspettare qualche
giorno (in attesa che arrivino almeno 1000 miliardi di byte).

e- Noise Margin
Il Noise Margin rappresenta il margine di rumore ovvero la riserva
di segnale utile che si ha in un impianto ricevente.
Questo parametro è molto importante in quanto si può valutare
l'affidabilità dell'impianto nei confronti di fenomeni degradanti
del segnale ricevuto. Si ha quindi un indice di protezione da degrado
dovuto a condizioni di tempo avverse o da possibili interferenze.
Questa misura è solitamente eseguita riferendosi a tabelle
fornite dal costruttore del misuratore di campo.

Nella figura soprastante sono riassunti i casi in cui le considerazioni
fatte sopra possono non essere valide.
c- Cross-polarizzazione
E' l'allineamento dell' LNB rispetto ai piani di polarizzazione dei
segnali in arrivo, influenza la sintonia e il margine di funzionamento.
In pratica occorre allineare i piani del segnale elettromagnetico
orizzontale e verticale in modo che coincidano con i due sensori
inseriti all'interno dell' LNB, disposti il primo in orizzontale
e il secondo in verticale.
Per eseguire questa regolazione con un misuratore di campo è necessario
osservare lo spettro radio e ruotare leggermente l' LNB nella sua
sede fino a quando le "punte" dei canali contropolari (cioè quelli
con polarizzazione opposta a quelli da ricevere) diventino le più basse
possibili.
Le immagini dell'articolo sono tratte dalla rivista Eurosat (JCE)
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