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  Prova tecnica : Diablo CAM Review Il test e la stesura dell'articolo sono di Sirlord  

Diablo CAM: novità e innovazione prendono forme infernali

Duolabs con il suo ultimo prodotto fa valere la grande esperienza maturata nella realizzazione di una fortunata, ed anche imitata, serie di dispositivi dedicati agli appassionati sat.

Questa azienda infatti sicuramente conosce molto bene il panorama dei moduli CAM presenti sul mercato!

Quante moduli sono stati recuperati, quanti mantenuti aggiornati con i tools del marchio vicentino? …bene, ora è la stessa Duolabs a proporre un nuovo e sorprendente modulo CAM.

 

 

 

 

 

In realtà sono previste due versioni: la Diablo Light e la Diablo wireless.

Se è vero che la Light ha come obbiettivo quello di diventare la CAM di riferimento per i moduli multicodifica o universali, la vera novità è la versione wireass che abbiamo in prova.

La filosofia di questa CAM è molto particolare e i vantaggi si rendono evidenti considerando la proposta del kit. Una unica confezione con 2 Diablo CAM e una Base.

 

 

 

 

 

 

Descrizione

Procediamo con ordine e diciamo subito che la CAM si presenta costruttivamente di buona fattura, un prodotto che anche nei primi esemplari ci trasmette l’idea di una ingegnerizzazione di livello.

Sulla parte anteriore troviamo uno sportellino che consente di inserire una smartcard in formato sim, mentre sul lato opposto al connettore non troviamo la classica fessura di tutte le CAM che lascia il campo ad un’antenna WIFI; di fatto come dimensioni e forma sembra di trovarsi di fronte ad una normale scheda PCMCIA wireless per notebook.

La Diablo CAM risulta essere, per quanto detto, circa 17mm più lunga rispetto una normale CAM tradizionale e quindi con molta probabilità non riuscirete a chiudere l’eventuale sportellino del vostro ricevitore a vantaggio comunque della maggior portata del collegamento WIFI tra CAM e base.

Se la smartcard del nostro provider preferito non trova alloggiamento direttamente sulla Diablo, possiamo facilmente intuire che la sua collocazione sarà nell’altro elemento che compone il kit.

 

 

La base

La base che, a parte il colore nero, ricalca le forme del CAS3, può ospitare 2 card oltre ad avere un connettore sul quale inserire le Diablo CAM per gli aggiornamenti del firmware.

L’alimentazione può avvenire sia attraverso il cavo USB, quando è collegata ad un PC, oppure tramite un alimentatore esterno che non troviamo nel kit.

Dando uno sguardo all’hardware possiamo notare che la daughter board che costituisce l’antenna è inserita nella base tramite un connettore.

 

 

 

 

La Prova

Senza porci grandi domande, una volta installato il software di gestione (TwinBase Manager), prendiamo la nostra card ContoTV (conax) e la inseriamo nella base che avevamo precedentemente collegato al PC tramite un normale cavo USB.

La Diablo inserita nel ricevitore di prova viene riconosciuta subito, consentendo in pochi istanti di avere la visione dei programmi ContoTV dopo avere dato il consenso con il telecomando all’addebito dei tokens. Questo conferma il pieno supporto alla codifica CONAX della Diablo.

Non siamo di fronte dunque all’ennesima CAM venduta senza firmware.
Cosa importante, trattandosi di dispositivi wireless, è la verifica che nel campo di utilizzo a cui si rivolge non vi siano problemi di connesione.

Ricevitore e base sono stati quindi volutamente allontanati gradualmente fino a coprire un raggio di circa 20m valutando che una simile distanza sia normalmente sufficiente a coprire l’area di un appartamento, ovviamente non in campo libero, senza peraltro riscontrare problemi di connessione; in pratica niente scatti nell’immagine e senza far ricorso alla funzione delayer che consentirebbe di ovviare a problemi di connessione intermittente.

Certamente la possibilità di alimentare in modo autonomo la base consente di scegliere una posizione che renda meno problematica la presenza di estese superfici metalliche (schermano il segnale).

 

Analizzando il software TwinBase e la documentazione che lo accompagna possiamo sicuramente affermare che tutte le operazioni, da quelle fondamentali a quelle meno, sono ottimamente descritte nel manuale disponibile dal sito ufficiale www.diablocam.com anche se in un primo momento, come da nostra prova, potremmo farne a meno perché appena tolte CAM e base dalla confezione sono subito operative e pre-impostate in fabbrica al momento dei test funzionali (svolti sul 100% della produzione).

L’operatività risulta molto intuitiva e con funzioni anche simpatiche come la possibilità di inviare dei messaggi dal PV direttamente allo schermo del TV tramite appunto l’OSD della Diablo. Alte invece molto potenti consentono di vedere il contenuto della memoria delle CAM collegate in WIFI sfruttando un vero e proprio file system.

Sicuramente molti hanno sentito parlare di card sharing; proprio in questa direzione la Diablo compie il passo più deciso introducendo per la prima volta in modo ufficiale il concetto di home sharing.

La funzione sharing consente ad entrambe le Diablo CAM presenti nel kit di “vedere” l’unica card inserita nella base senza limitazioni dando la possibilità di vedere simultaneamente più canali (lo stesso o uno diverso) dello stesso provider su due ricevitori distinti. ContoTV e Superpippa sono i primi canali a dare l’autorizzazione per l’applicazione dell’home sharing consentendo di fatto ai propri sottoscrittori di vedere i propri programmi su due ricevitori diversi con un solo abbonamento.

In realtà, disponendo di due kit, abbiamo sperimentato l’estensione di questo sistema a 4 ricevitori e probabilmente si sarebbe potuto andare oltre… ma quante TV avete in casa? Ci saranno in futuro altri provider che aderiranno a questa tecnologia? Noi lo speriamo dati gli indubbi vantaggi.

Come ovvio, l’home sharing deve garantirci un minimo di sicurezza per “difendersi” dalla possibilità che ci siano vicini “scrocconi” che sfruttando il nostro abbonamento possano mettere in chiaro le trasmissioni senza controllo.

Qui ci viene in soccorso la Duolabs che ha previsto per le Diablo CAM una sorta di registrazione da effettuare sulla base per ogni CAM di nostra proprietà. Il legame viene stabilito sfruttando gli IP propri assegnati ad ogni singolo modulo CAM al momento della fabbricazione e alla stessa base in modo da rendere possibile la connessione wireless solo per gli IP registrati. L’abilitazione degli IP può avvenire sia attraverso la base (quindi senza l’uso del PC) sia attraverso TwinBase Manager.

Nell’ottica di favorire lo sviluppo e il miglioramento delle prestazioni del suo modulo, Duolabs ha scelto di creare addirittura un tool di programmazione dedicato alla Diablo che verrà reso disponibile a team internazionali.

La compatibilità della Diablo CAM con il parco ricevitori presenti sul mercato è fin da subito buona e a conferma di ciò è la lunga lista disponibile in rete a cui contribuiamo in modo costruttivo segnalando invece qualche problema per la serie 4000 e 8000 Jepssen (base emtech 200, 300, 320) e Homecast S8000 che spero (un po’ egoisticamente) sia risolta in tempi brevi.

 

Segnaliamo inoltre, anche se ai più sat-dipendenti non sarà sfuggito, che esiste già una linea di firmware “Stealth” e che da quanto abbiamo potuto verificare portano la giovanissima Diablo subito alle spalle come prestazioni delle CAM maggiormente diffuse e apprezzate sul mercato.

Il provider di casa nostra, che ricordiamo utilizza NDS per la criptatura del segnale, non è ancora supportato e quindi speriamo in future implementazioni magari proprio da team indipendenti, dato che il costruttore si dichiara non interessato a proporlo.

L’esito della prova è sicuramente positivo e Duolabs si conferma azienda in grado di proporre prodotti unici e innovativi.

Ringraziamenti

Ringraziamo Duolabs per la cortesia e il supporto fornitoci per la realizzazione della prova.

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